2009
Campionati italiani sprint
Firenze, 28.2.2009

Andrea Seppi è il Campione Italiano Assoluto di corsa orientamento sprint 2009.

Per la prima volta nella storia della Semiperdo arriva un titolo italiano assoluto. Nella gara nel parco dell'ippodromo delle Cascine Andrea ferma il cronometro a 16'25". Nessuno riesce a far meglio. Argento per Giancarlo Simion (campione italiano uscente), bronzo per Alessio Tenani della forestale e quarto posto per Marco Seppi ad un solo secondo dal podio.

Marirosa conquista l'argento nella sua categoria ed è vice campionessa italiana sprint super master femminile.

Giada, terza, vince il bronzo nella categoria young femminile.

 

Nella gara in centro storico a Firenze del giorno dopo arriva un bellissimo secondo posto per Valeria Grisoni, forse un po' amareggiata per un solo secondo di ritardo dall'oro.

 

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ARTICOLO DAL SITO FISO:

Anche se il calendario recita che è solo il 28 febbraio, la città di Firenze in una bella giornata di sole incorona già i primi Campioni Nazionali della stagione 2009. Sembrano lontani gli anni nei quali la gara sprint ha avuto come palcoscenico Trivigno, Marcesina ed i Laghi di Fusine, terreni boschivi dove la velocità doveva necessariamente sposarsi con una elevata componente tecnica, e persino l’edizione 2008 di Pergine Valsugana viene ricordata per la prima parte cittadina e ricca di scelte e la seconda parte fisica e di grande atletismo.
Firenze, con la carta del Parco dell’Ippodromo delle Cascine, presenta un terreno di gara del tutto privo di dislivelli: un parco cittadino che è una striscia sottile (100, 200 metri al massimo) di bosco bianco, con ai lati il giallo aperto dei prati (uno verso l’ippodromo e l’altro verso la sponda dell’Arno), senza alcun ostacolo a livello delle gambe e con una amplissima visibilità. I pochissimi dettagli nei quali il tracciatore Fabio Hueller ha dovuto posizionare i punti di controllo non hanno praticamente offerto difficoltà tecniche ai concorrenti, che si sono trovati a correre senza possibilità di prendere fiato dal primo all’ultimo metro, praticamente sempre sotto la linea color magenta ed al 100% della velocità massima. Tensione ed adrenalina sono corse anche esse a mille: in alcune categorie ci sono stati capovolgimenti di fronte fino all’arrivo dell’ultimo concorrente, in altre i leader provvisori hanno dovuto attendere l’esito dell’ultima volata e lo scarico della si-card per liberare la gioia personale e dei compagni di squadra.

Il racconto delle categorie Elite comincia proprio dove le avevamo lasciate. In campo femminile Michela Guizzardi (Cus Bologna) ha vinto a Firenze in modo franco ed inequivocabile proprio come aveva fatto a Pergine: partita per ultima in griglia, la sua figura e la sua falcata sono comparse in fondo al lungo rettilineo di arrivo proprio sulle code delle avversarie più accreditate; partita chiusa e quarta vittoria consecutiva per il titolo italiano individuale dopo i 3 successi maturati nel 2008. Una gara che l’ha vista sempre al comando, affrontata con il morale a mille per i risultati che stavano maturando nelle categorie giovanili... ma questa è un’altra storia! Al secondo posto si è classificata Heike Torggler (FitMonza) che si mantiene ormai costantemente da qualche tempo in zona podio nelle gare nazionali. La sorpresa, ma ormai è una sorpresa relativa, arriva con il terzo posto di Adrienne Brandi (Corsa Or. Club Roma) che ha fatto volare la sua esile figura lungo il Parco dell’Ippodromo con grande efficacia, arrivando al traguardo ancora in ottima spinta e per nulla trafelata o vistosamente provata. Una prova che le consente di relegare fuori dal podio la corregionale Maria Novella Sbaraglia (GOS Subiaco) apparsa un po’ rammaricata per il risultato, Francesca Pelizzola (NordEstTarcento) e Corinne Somenzi (Interflumina) che aveva preso assai presto la testa della classifica e resistito ad una decina di arrivi prima di cedere la leadership.

Tra gli uomini, “The podium remains the same” direbbero i Led Zeppelin. Il podio rimane lo stesso del 2008, ma l’ordine dei fattori muta ed il risultato cambia eccome! Andrea Seppi (Semiperdo Or. Maniago) non era forse considerato tra i favoritissimi della vigilia: Giancarlo Simion (US Primiero) ed Alessio Tenani (Forestale) si dividevano equamente i pronostici in virtù dei risultati cronometrici conseguiti in pista o nei cross invernali. Invece è stato il giovane friulano, che ormai da tempo ha abbandonato l’ombra del fratello Marco, a conquistare il suo primo titolo italiano assoluto dopo esserci andato così vicino per due volte nel 2008. Una condotta di gara sicura e senza sbavatura alcuna: la sagoma di Michele Caraglio (Cus Bologna) è un minuto davanti e poi sempre più vicina a dare un minimo di punto di riferimento ma soprattutto di sicurezza, ed un inseguitore del calibro di Giancarlo Simion alle spalle che non compare mai all’orizzonte è sinonimo di quel vantaggio che Andrea porterà in dote fino al traguardo. Fino a quel momento per il primato si erano dati battaglia altri giovani appena saliti dalle categorie juniores, Luca Dallavalle (GS MonteGiner) e Lorenzo Pittau (Pol. Masi) per tutti. Caraglio, che vecchietto proprio non è, aveva messo tutti d’accordo ma solo per pochi secondi, il tempo di veder piombare sulla linea del traguardo Andrea Seppi. Da quel momento è cominciata l’attesa. Giancarlo Simion, giunto al traguardo subito dopo, non è riuscito a conquistare la prima posizione, e l’argento 2009 è (come da sue dichiarazioni della vigilia) per definizione una sconfitta: forse inattesa quanto lo era stata la vittoria maturata in condizioni difficili nel 2008. Mancavano ancora Klaus Schgaguler (Gronlait), Alessio Tenani e Marco Seppi (Cus Bologna). Se per Schgaguler il terreno di Firenze non poteva essere l’ideale per ripetere i successi 2005 e 2007, Tenani ha come sempre lottato fino all’ultimo metro per conquistare un posto sul podio; come a Pergine 2008, allo speaker è toccato dare l’annuncio del fatto che l’oro era già sfumato mentre l’atleta stava ancora percorrendo gli ultimi metri del rettilineo d’arrivo: medaglia di bronzo per l’atleta della Forestale, che si aggiunge agli allori conquistati fin dal 2000 (l’oro sempre in terra di Toscana, a Siena) in questa specialità. Ultimo atleta al traguardo Marco Seppi: solo lui poteva ancora togliere al fratello la vittoria ripetendo quel copione già visto nell’aprile 2008 ai Piani di Praglia (Campionati Italiani Middle); ma la sua volata si è fermata al quarto posto, ad un solo secondo dal bronzo di Tenani. Va dato atto a Marco Seppi di aver mostrato grande sportività nel dopo gara: la cronaca di ieri, infatti, non può non riportare che lungo il tracciato alcune alte siepi “verde 4” (quindi non attraversabili) erano state in realtà superate da parecchi concorrenti in alcuni varchi non più larghi di poche decine di centimetri, con conseguente risparmio di strada e di tempo. Marco, sicuro di aver sempre aggirato questi ostacoli, non ha elevato alcun reclamo formale sull’esito della gara lasciando quindi che il risultato venisse confermato dalla classifica maturata fino a quel momento.

Il pomeriggio fiorentino fino a quel punto era stato un susseguirsi di continue emozioni. A cominciare da quelle vissute da una società di Sasso Marconi, la Marconi ’93, che ricorderà per sempre i 15 minuti del 28 febbraio 2009 nei quali ha messo al tappeto tutto l’orienteering italiano. Per prima Liliana Papandrea, nella categoria W16, ha corso una gara efficace e senza alcuna pressione: “Sono venuta a Firenze per correre e per divertirmi”. Ha corso parecchio e parecchio si deve essere divertita con al collo la medaglia d’oro di Campionessa Italiana Sprint 2009, davanti a Viola Zagonel (US Primiero) sostenuta dal papà lungo tutto il rettilineo finale, e Giada Franz (Semiperdo Maniago) che per prima aveva scalzato dalla posizione di testa Anna Caglio (Pol. Besanese) che aveva ben presto preso la leadership della classifica.

Non sono passati nemmeno 15 minuti che la Marconi ’93 ha messo a segno il secondo bottino pieno: in W20, infatti, Michela Marzolini (recente vincitrice a Parma nel TCNS) è andata a riprendere lungo il percorso Carlotta Scalet (US Primiero) e ha conquistato la seconda medaglia d’oro per la squadra di Sasso Marconi; nessuna pressione per lei dal fatto di avere alle spalle Julia Shutkovskaya (Or. Como, poi quarta) e Andreina Brandi (Corsa Or. Club Roma) passata in W20 dopo il titolo di Pergine in W16.

E due. E potevano quasi essere tre le medaglie d’oro: a Marco Bonazzi, comunque, va data la palma dell’atleta più sfortunato del biennio 2008-2009. Due soli secondi l’anno diviso dall’oro a Pergine, 10 secondi lo separano dalla vittoria nel 2009 in M16. Questa volta lo ha preceduto un corregionale, Emilio Tamarri (Pol. Masi) che l’anno scorso era apparso molto deluso della 10° posizione. Sul terzo gradino del podio Giuliano Zagonel (US Primiero), risalito dalla 6° posizione di Pergine. Ma il terzo oro per il paese di Sasso Marconi sarebbe arrivato poco dopo grazie a Michela Guizzardi: la foto della neo-campionessa italiana Elite con a fianco Marzolini e Papandrea rappresenta bene il pomeriggio del Campionato Italiano Sprint.

L’Emilia Romagna, come ci tiene a sottolineare il Prof. Massimo Balboni, conquista altre due medaglie d’oro stravincendo il confronto con tutte le altre regioni per 6 a 4. Una di queste è opera in M50 del ”cannibale” Balboni (GiocaFaenza Or.) stesso, che continua imperterrito a mietere vittorie in campo nazionale; alle sue spalle Armando Martignago (OK Montello) e Renzo De Paoli (US Primiero) che divide il terzo gradino del podio con Bruno Lanini (Cus Parma) ma non deve dividere la medaglia di bronzo perchè Lanini è di nazionalità svizzera. L’ultimo oro emiliano arriva da un atleta lombardo, Alberto Grilli (Cus Parma) che dopo una quasi ventennale rincorsa conquista il primo alloro nazionale nella specialità e sul terreno a lui più favorevole. Un oro maturato proprio negli ultimi metri, con Grilli a spingere e a strizzare dai muscoli le ultime energie fino a crollare dopo aver attraversato il traguardo. L’avversario di giornata non è Andrea Cipriani (Panda Valsugana) che conquista comunque un ottimo terzo posto, ma arriva in M35 dalla categoria Elite: è Roland Pin (Or. Tarzo) il quale ha condotto una gran gara ma non è apparso sul rettilineo finale così in palla e così determinato da aggredire ancora gli ultimi metri: il titolo nazionale sprint potrebbe aver cambiato padrone tra la lanterna 100 e l’arrivo! Cosa, questa, quasi avvenuta l’anno scorso in W35 con Claudia Candotti (Trent-O) vincente all’ultimo metro su Giovanna Varoli (AAA Genova). Varoli quest’anno non ha voluto rischiare nulla: sul terreno più favorevole (ma dopo il titolo 2008 long non ci sono effettivamente limiti per l’atleta ligure) è andata a prendere tutte le 5 avversare partite prima di lei ed ha chiuso la contesa con margine ampio e indiscutibile. Secondo posto per Maria Claudia Doff Sotta (US Primiero) che porta a casa la terza medaglia per la famiglia Zagonel, e terzo posto per Paola Bassani (Panda Valsugana).

In M20 stava per scapparci un’altra sorpresa: Giacomo Nisi (Corsa Or. Club Roma, lo stesso delle sorelle Brandi) era posizionato a metà griglia ed aveva alle spalle tanti atleti sulla carta più qualificati di lui. “Sulla carta” nello sport vuol dire sempre che i pronostici sono fatti apposta per essere ribaltati; “sulla carta” nell’orienteering vuol dire che alla prova dei fatti è il comportamento in mappa che determina la classifica e non i risultati pregressi. E Giacomo Nisi ha messo in fila l’uno dopo l’altro tutti quanti: Benini e Marsoner, i gemelli Sbrizzi e Marco Guizzardi, i veneti De Agnoi e Baggio, Bignami, Scalet e Genuzio; tutti salvo Roberto Dallavalle (GS MonteGiner) che, ultimo a partire, ha conquistato il titolo nazionale soffrendo fino alla volata finale. Secondo posto per Nisi e terzo posto per Marco Genuzio (Friuli MTB & Orienteering).
Resta la categoria M50, che nel 2009 non cambia padrona. Sempre Annamaria Riva (Pol. Besanese) a viaggiare su queste distanze, ma soprattutto su questi terreni, ad un ritmo insostenibile per le avversarie. Anche lei come Varoli e Guizzardi raggiunge lungo il percorso le rivali dirette e si impone con un buon margine davanti a Marirosa Hechich (Semiperdo Maniago) e Margherita Kurschinski (Orientalp) che erano partite a metà griglia ed avevano molto presto stabilito i tempi di riferimento per questa categoria.

Stefano Galletti